Il 14 settembre segna un giorno speciale: in libreria arriva Giò delle stelle di Marzia Taruffi, un’opera che fonde letteratura, storia e immaginazione, e che trova un legame simbolico profondo con l’anniversario della morte di Gian Domenico Cassini, il grande astronomo italiano scomparso proprio il 14 settembre 1712. Non una data scelta a caso, ma un omaggio sottile e colto a colui che scrutò i cieli, lasciandoci mappe, scoperte e domande ancora vive oggi. La scelta dell’uscita diventa così un ponte tra passato e presente, tra scienza e narrazione, tra ricerca e poesia.

La prefazione di Marco Mauro introduce il lettore con precisione e passione, contestualizzando l’importanza del 2025 come quattrocentesimo anniversario della nascita di Cassini. Non si tratta di un dettaglio marginale: è lo sfondo di un anno in cui Genova, Bologna, Roma, Napoli e molte altre città europee celebrano la sua memoria con convegni, conferenze e iniziative culturali. Perinaldo, il piccolo borgo ligure che gli diede i natali, ha fatto della sua figura un vessillo identitario, tra francobolli commemorativi, spettacoli teatrali e il coinvolgimento delle nuove generazioni. Ed è proprio qui che si radica Giò delle stelle: nella volontà di far rivivere Cassini, non come statua polverosa della storia, ma come voce viva, come presenza capace di dialogare con il nostro tempo.
Ecco la chiave del romanzo: il personaggio che prende la parola non è un’invenzione lontana, ma un Cassini che diventa narratore, osservatore, viaggiatore nel tempo. Il libro ci porta dentro i suoi pensieri, nei suoi ricordi, nelle immagini di mari attraversati e cieli scrutati, restituendo l’umanità di un uomo che non fu solo scienziato, ma anche figlio, viaggiatore, marito. “Gli occhi si stancano a seguire quelle luci. Sento il vento che le sfiora, tanto da farmi chiudere le palpebre. Un attimo di buio, e poi torna il loro splendore; un altro attimo di oscurità, e davanti a me si apre l’immensità di pianeti e stelle che ci ricordano la potenza dell’Altissimo o del Caso, dispiegandosi nelle infinite storie che la volta celeste potrebbe raccontare.” Così si apre una delle pagine più evocative del libro, con una prosa che sembra poesia e che restituisce la meraviglia di un uomo che alzava lo sguardo per cercare risposte.
La forza di Giò delle stelle è proprio questa: la capacità di mescolare rigore e lirismo, di rendere accessibile e viva una figura storica attraverso una scrittura che emoziona e coinvolge. Cassini non è un semplice pretesto narrativo: è la voce di un’epoca che si interroga, che scopre, che osa. È il ricercatore che, con strumenti limitati, riuscì a scorgere la grande macchia rossa di Giove, a distinguere i satelliti di Saturno, a tracciare mappe della luna mai così dettagliate prima. Ma è anche l’uomo che viaggia, che osserva il Vesuvio con meraviglia e timore, che porta con sé poesie giovanili, che si lascia attraversare dalla musica di un minuetto.
Il romanzo si muove su piani diversi. C’è il Cassini storico, che racconta i suoi spostamenti da Genova a Bologna, da Roma a Parigi, descrivendo città, incontri, lavori per il Pontefice e scoperte astronomiche. Ma c’è anche il Cassini immaginato, che si trova catapultato in un teatro moderno, tra ragazzi di un liceo che porta il suo nome, in un intreccio di epoche e linguaggi che sorprende e cattura. È qui che Marzia Taruffi mostra la sua originalità: non scrive una biografia tradizionale, ma un romanzo che unisce memoria e invenzione, riflessione e gioco scenico, in un continuo dialogo tra secoli.
Le scene ambientate al Liceo Cassini di Sanremo sono un piccolo gioiello narrativo: studenti che cercano reperti storici, un’insegnante appassionata, una ragazza, Luisa, che trova un registro polveroso e diventa così custode di un filo sottile che unisce passato e presente. “Qui c’è scritto che i mappamondi con la luna devono essere nelle casse,” dice Luisa, e in quelle parole si percepisce tutta la forza simbolica di un gesto che restituisce valore alla memoria. Non è un caso che proprio i giovani diventino protagonisti di questo dialogo: Giò delle stelle è anche un romanzo che parla al futuro, che invita a non dimenticare, a custodire e tramandare.
Lo stile di Marzia Taruffi è elegante, curato, ricco di immagini che restano impresse. Le descrizioni del mare, delle navi, del porto di Sanremo al mattino, sono pagine che sanno di letteratura classica, ma con un ritmo narrativo moderno. È un linguaggio che avvolge e che rende il lettore partecipe, come se fosse anch’egli sulla galea, a respirare il profumo della resina dei boschi liguri o ad ascoltare le corde tese della nave che stridono sotto il vento. La scrittura diventa quasi cinematografica, capace di trasformare la lettura in esperienza sensoriale.
Con questo libro, l’autrice non si limita a rendere omaggio a un grande scienziato: ci consegna una riflessione sulla curiosità, sulla sete di conoscenza, sul valore del dubbio. Cassini diventa simbolo di un’umanità che cerca, che non si accontenta, che solleva lo sguardo verso l’ignoto pur sapendo che non tutte le risposte arriveranno. Ed è forse proprio questo il messaggio più attuale di Giò delle stelle: la necessità di vivere la ricerca come respiro, di non perdere mai la capacità di stupirsi, di sentire che anche oggi le stelle hanno ancora molto da dirci.
Il 14 settembre, data dell’uscita, diventa dunque un’occasione per regalarsi un libro che è insieme romanzo, omaggio, invito alla meraviglia. Giò delle stelle di Marzia Taruffi, con prefazione di Marco Mauro, è un volume che si legge con il cuore e con la mente, che arricchisce e che emoziona. È perfetto per chi ama la letteratura che unisce storia e narrazione, per chi cerca un romanzo che sia anche un viaggio, per chi sente che la memoria è viva solo se viene raccontata. In un anno di celebrazioni cassiniane, questo libro è la risposta narrativa più poetica e originale: un’opera che illumina come una stella nella notte, pronta ad accompagnare chiunque scelga di alzare lo sguardo e lasciarsi guidare dalla sua luce.
Giò delle stelle – In occasione del 400° anniversario della nascita di Gian Domenico Cassini
Prefazione a cura di Marco Mauro
Nel quattrocentesimo anniversario della nascita di Gian Domenico Cassini, Marzia Taruffi rende omaggio al grande astronomo intrecciando rigore storico e narrazione poetica. Giò delle stelle è un viaggio che unisce epoche e linguaggi: dalla voce dello scienziato che osserva il cielo, alle aule di un liceo moderno in cui i ragazzi riscoprono la sua eredità. Tra meridiane, comete e dialoghi immaginati con Cristina di Svezia o il Re Sole, prende forma un racconto che restituisce l’attualità di un uomo che seppe trasformare la sete di conoscenza in visione universale.