Marateale 18 a Venezia – Il Segno dei Libri – De Nigris Editore

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DAL MARATEALE ALLA MOSTRA

Marateale 18 arriva a Venezia

Nicola Timpone presenta all’Italian Pavilion il volume sui diciotto anni della manifestazione lucana. Con lui Alberto Barbera, autore della prefazione, che annuncia il ritorno a Maratea.

Venezia in questi giorni vive al ritmo della Mostra anche lontano dalle sale, il Lido detta l’agenda tra arrivi, conferenze stampa, proiezioni, incontri e red carpet, mentre le cronache inseguono protagonisti e immagini destinate a fare il giro del mondo. Vanity Fair mette Georgina Rodriguez al centro della terza serata e racconta il suo tailleur blu notte very slim fit, in una delle notizie più rilanciate dal Lido. Nanni Moretti torna invece in concorso trentasette anni dopo Palombella Rossa. Due facce molto diverse della stessa Venezia, capace per undici giorni di tenere insieme cinema, costume, industria e spettacolo.

È dentro questa scena che arriva un racconto nato molto più a sud. Marateale 18 a Venezia porta all’Italian Pavilion dell’Hotel Excelsior la storia della manifestazione cinematografica lucana; nella Sala Conferenza Tropicana 1 Nicola Timpone presenta Marateale 18 e la storia continua… I 100 volti che hanno reso grande la kermesse cinematografica lucana, pubblicato da De Nigris Editore.

Il volume sceglie cento protagonisti per attraversare un percorso cominciato diciotto edizioni fa. Non una successione di nomi celebri, ma persone, incontri, testimonianze ed episodi attraverso i quali Timpone ricostruisce dall’interno la crescita della manifestazione. Fondamentale per la realizzazione del libro è stato il contributo di Tommaso Martinelli, Luigi Miliucci e Sacha Lunatici, che ne hanno curato il lavoro editoriale.
La prefazione porta invece la firma di Alberto Barbera.

La presentazione veneziana arriva a poche settimane dalla XVIII edizione del Marateale, svoltasi dal 20 al 25 luglio al Teatro sul Mare dell’Hotel Santavenere. Un’edizione che ha segnato anche un passaggio nella struttura della manifestazione, con il debutto de La Perla, la piattaforma industry dedicata ai produttori indipendenti e agli operatori dell’audiovisivo. Accanto agli incontri con il pubblico, alle proiezioni e agli ospiti, il festival ha così aperto uno spazio più strutturato al confronto professionale e alla produzione.

Portare oggi il libro all’Italian Pavilion assume quindi un significato che va oltre la presentazione editoriale. Durante la Mostra, le sale dell’Excelsior diventano uno dei luoghi nei quali il settore si incontra, discute progetti, territori, produzioni e prospettive. Nella stessa Tropicana 1 trovano spazio in questi giorni appuntamenti dedicati all’attrattività delle regioni per le produzioni internazionali e al cinema italiano contemporaneo. Il 6 settembre, in quel calendario, entra anche la storia del Marateale.

La sala è piena di giornalisti, addetti ai lavori, amici e persone che negli anni hanno incrociato la manifestazione, tra loro c’è Alberto Barbera, che con Maratea ha un rapporto precedente alla pubblicazione del volume. Il direttore artistico della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica ha frequentato il Marateale per diversi anni e proprio quella conoscenza diretta è all’origine della prefazione. Davanti al pubblico dell’Excelsior, Barbera ripercorre gli anni della sua presenza al Marateale e il rapporto costruito nel tempo con la manifestazione lucana. Gli impegni più recenti gli hanno impedito di tornarvi con la stessa frequenza, ma dell’esperienza conserva un ricordo che definisce «straordinario».

Poi si rivolge alla platea, a chi non è mai stato al Marateale suggerisce di andarci; a chi già lo conosce, di tornarci e aggiunge qualcosa che sposta immediatamente lo sguardo in avanti; conta di essere nuovamente a Maratea il prossimo anno.

Le sue parole arrivano mentre intorno all’Excelsior continua una Mostra che non coincide soltanto con le proiezioni. Venezia 83 distribuisce il programma tra concorso, Orizzonti, Venezia Spotlight, Biennale College Cinema, Venezia Classici, Venice Immersive e Fuori Concorso; parallelamente, incontri professionali e appuntamenti dell’industria trasformano il Lido in un luogo di lavoro oltre che nella passerella internazionale raccontata ogni giorno dai media.

Marateale appartiene a un’altra scala e a un’altra storia, il suo percorso si è costruito a Maratea facendo del territorio uno degli elementi della propria identità, il Teatro sul Mare dell’Hotel Santavenere, il rapporto ravvicinato tra pubblico e ospiti, gli appuntamenti dedicati ai giovani e, più recentemente, l’apertura verso una dimensione industry. È proprio questa evoluzione a rendere interessante il momento in cui il racconto dei primi diciotto anni arriva a Venezia.

Il numero contenuto nel titolo non fotografa soltanto un anniversario. Marateale 18 a Venezia arriva mentre la manifestazione introduce nuovi strumenti e cerca nuovi interlocutori, aggiungendo alla sua storia un episodio che quelle pagine non potevano ancora contenere.

La presentazione si chiude mentre all’Excelsior il programma della giornata continua e la sala si prepara all’appuntamento successivo. È forse questa la misura più concreta dell’arrivo di Marateale 18 a Venezia: entrare per un pomeriggio in un calendario affollato di incontri, progetti e protagonisti provenienti da ogni parte del mondo e trovare lì il proprio spazio.

Per Nicola Timpone è anche un cambio di prospettiva. A Maratea è lui ad accogliere gli ospiti; al Lido è la storia della manifestazione che viaggia, incontra un pubblico nuovo e si lascia osservare da fuori. Una distanza geografica che consente, forse meglio di qualsiasi celebrazione, di capire quanta strada sia stata percorsa.

Poi arriva una frase che non riguarda ciò che è stato, ma ciò che verrà. Alberto Barbera ha detto che il prossimo anno vuole tornare a Maratea.

E il diciannovesimo capitolo, a quel punto, ha già il suo primo appuntamento.

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