Quanto vale un libro? La risposta più immediata è scritta sulla quarta di copertina, accanto al codice a barre. Ma venerdì 2 ottobre, per sessanta minuti, Anatomia del quotidiano di Clelia Attanasio proverà a dare una risposta diversa. Dalle 15:00 alle 16:00, al Biblio Hub del Campania Libri Festival, De Nigris Editori metterà a disposizione cento copie del volume al prezzo simbolico di un euro. Non sarà però sufficiente arrivare, pagare e andare via. Prima ci saranno due domande rivolte alla persona, una breve risposta registrata in video e poi il libro potrà iniziare il suo viaggio verso un nuovo lettore.
L’idea nasce da una possibilità concreta. Anatomia del quotidiano è stato realizzato grazie al contributo di SIAE e del Ministero della Cultura nell’ambito del programma “Per Chi Crea”. Un sostegno alla produzione culturale che De Nigris Editori ha scelto di trasformare, durante il Campania Libri Festival, in un’occasione di accesso alla lettura. Se una parte del percorso che porta alla nascita di un’opera è stata sostenuta attraverso risorse destinate alla cultura, allora quel sostegno può continuare il proprio cammino fino al lettore.
Da qui nasce la scelta delle cento copie e di un prezzo che resta volutamente simbolico. Un euro non rappresenta il valore del volume e non vuole trasformare l’iniziativa in una vendita promozionale. Serve, semmai, a provocare una domanda sul rapporto tra prezzo e valore. Un libro contiene mesi di scrittura, lavoro editoriale, correzione, progettazione, stampa e distribuzione. Tutto questo continua a esistere anche quando, per un’ora, il suo costo viene quasi azzerato.
C’è però una condizione, ed è forse la parte più interessante dell’esperimento. Prima del libro viene la persona. Due domande, una videocamera accesa e pochi minuti per raccontare qualcosa di sé, del proprio rapporto con la lettura o delle aspettative verso una storia ancora da scoprire. Non ci saranno risposte corrette da indovinare e non sarà necessario conoscere già il romanzo. Quel breve video servirà a lasciare una traccia dell’incontro tra cento persone e cento copie destinate, fino a quel momento, a non sapere ancora chi le avrebbe portate a casa.
È una piccola inversione delle regole abituali. Normalmente il lettore sceglie un libro, lo acquista e soltanto dopo comincia il rapporto con quelle pagine. Al Biblio Hub accadrà qualcosa di diverso. Prima ci sarà un incontro, poi una domanda, una voce, un volto e infine la copia. Il prezzo arriverà quasi per ultimo.
La scelta non è casuale neppure rispetto a Anatomia del quotidiano. Il romanzo di Clelia Attanasio costruisce la propria storia intorno alle domande, alla memoria e al confronto con ciò che resta delle persone e delle loro idee. Nel 2064 la ricercatrice Selene Di Meglio accetta di ricostruire la vita e l’opera del filosofo Amos Adler, suo maestro, entrando progressivamente in un territorio nel quale biografia, ricordo e verità smettono di coincidere perfettamente. Un libro che interroga il proprio lettore arriva così al Festival scegliendo, prima ancora di essere letto, di cominciare proprio da due domande.
Per sessanta minuti il Biblio Hub diventerà quindi il punto di partenza di una piccola maratona editoriale. Sul tavolo ci saranno cento copie. Davanti alla videocamera potranno passare cento persone. L’obiettivo è semplice soltanto in apparenza: vedere quei libri uscire uno dopo l’altro dal Festival e prendere cento strade diverse.
Venerdì 2 ottobre, alle 16:00, l’esperimento sarà terminato. Se tutte le copie avranno trovato il proprio lettore, Anatomia del quotidiano sarà entrato in cento case al prezzo simbolico di un euro. Ma il numero interessante non sarà quello incassato.
Saranno cento libri che avranno cominciato a essere letti.
