Il segno dei libri – Clelia Attanasio al Cava Book Festival – De Nigris Editore

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LIBRI E FESTIVAL

“Anatomia del quotidiano” al Cava Book Festival

Clelia Attanasio presenta il nuovo romanzo De Nigris Editore nel Chiostro del Santuario di San Francesco e Sant’Antonio, in dialogo con il giornalista Antonio D’Addio

Attanasio al Cava Book Festival con Anatomia del quotidiano. Si è svolta ieri, venerdì 4 settembre, la presentazione del nuovo romanzo di Clelia Attanasio pubblicato da De Nigris Editore, nella suggestiva cornice del Chiostro del Santuario di San Francesco e Sant’Antonio a Cava de’ Tirreni (SA).

A moderare la presentazione è stato il giornalista Antonio D’Addio, che con grande preparazione ha condotto un dialogo intenso con l’autrice, attraversando i diversi livelli di un’opera che difficilmente si lascia racchiudere in una sola definizione. Dalla genesi del romanzo alla filosofia, dal rapporto con il successo alla costruzione dell’identità, la conversazione ha portato il pubblico dentro le domande che accompagnano una storia nella quale verità, memoria e narrazione finiscono continuamente per confrontarsi.

Anatomia del quotidiano arriva in libreria dopo una gestazione durata cinque anni. Un tempo lungo, necessario alla costruzione di un romanzo stratificato, concepito come una storia dentro altre storie e capace di utilizzare registri differenti senza perdere la propria tensione narrativa.

Siamo nel 2064. Selene di Meglio, ricercatrice universitaria, accetta l’incarico di scrivere un saggio sulla vita e sull’opera del suo maestro Amos Adler, filosofo celebre, accademico carismatico e intellettuale di enorme influenza. Per farlo ha a disposizione un archivio multimediale sterminato: libri, appunti, registrazioni, materiali inediti e la corrispondenza privata tra Adler e la moglie Ilizia Mallardo.

In mezzo a questa enorme quantità di documenti compaiono però i frammenti cartacei di un romanzo incompiuto, scritto da Adler negli ultimi mesi prima di morire su una remota isola greca, in circostanze ambigue. Il manoscritto diventa il punto cieco della ricostruzione di Selene. Ciò che avrebbe dovuto aiutarla a mettere ordine nella vita del maestro finisce per moltiplicare gli interrogativi e incrinare il confine tra testimonianza, interpretazione e invenzione.

È proprio questa architettura narrativa ad aver attirato l’attenzione della critica. Angela Senatore, su Ulisse Online, definisce Anatomia del quotidiano un romanzo filosofico capace, nello stesso tempo, di conservare una lettura intrigante, con una tensione che arriva a sfiorare il thriller psicologico. La recensione mette soprattutto a fuoco la struttura dell’opera: Selene ricostruisce Adler attraverso corrispondenze, registrazioni, testimonianze e scritti, mentre i frammenti del romanzo incompiuto introducono un ulteriore livello narrativo. Ne emerge una figura impossibile da osservare da un solo punto di vista, restituita attraverso le persone che l’hanno conosciuta e le tracce che ha lasciato.

Il mistero, allora, non riguarda soltanto ciò che è accaduto ad Amos Adler. Dietro l’indagine di Selene prende forma una riflessione sull’identità e sulle contraddizioni che possono convivere nello stesso individuo. Successo e anonimato, menzogna e verità, conoscenza e fede, umano e divino diventano alcune delle opposizioni sulle quali il romanzo costruisce il proprio gioco di specchi. È ancora Ulisse Online a cogliere questo movimento, fino a parlare di un «iper-romanzo a scatole cinesi» nel quale ogni nuova informazione, anziché chiudere il discorso, apre un’altra possibilità di interpretazione.

Un’altra chiave arriva direttamente dalle parole di Clelia Attanasio. Nell’intervista pubblicata il 26 luglio da Askanews, l’autrice racconta Amos e Ilizia come due figure speculari, quasi due facce della stessa medaglia. Da una parte l’ambizione di una mente brillante e il bisogno di riconoscimento; dall’altra il desiderio di anonimato, la contemplazione e l’assenza di aspettative.

È attraverso questa opposizione che Anatomia del quotidiano affronta anche la fragilità del prestigio. Dietro una vita pubblica costruita sul successo accademico e intellettuale può continuare a esistere un territorio privato fatto di insicurezze, contraddizioni e domande irrisolte. Il romanzo scava precisamente nello spazio che separa l’immagine di una persona dalla sua dimensione più intima: ciò che siamo, ciò che mostriamo e ciò che gli altri raccontano di noi non sempre coincidono.

Per Clelia Attanasio il nuovo libro rappresenta un altro passaggio di un percorso letterario già segnato da esperienze e riconoscimenti significativi. Classe 1995, scrittrice, studiosa e ricercatrice in ambito teologico e letterario, ha conseguito il dottorato di ricerca in Teologia all’Università di Cambridge ed è attualmente ricercatrice all’Università di Bonn. Nel 2015 è stata finalista al Premio Campiello Giovani.

Nel 2025 aveva già pubblicato con De Nigris Editore Benedetto Croce. La ragione che schiaccia il serpente, inserito nella collana Palepolis. Con Anatomia del quotidiano la riflessione filosofica entra ancora più profondamente nella finzione narrativa, costruendo un meccanismo nel quale anche il lettore è chiamato a riconsiderare continuamente ciò che crede di avere compreso.

Il romanzo porta con sé anche un riconoscimento importante: Anatomia del quotidiano è tra i progetti vincitori di “Per Chi Crea”, il programma promosso dal Ministero della Cultura e da SIAE nell’ambito del sostegno alla creatività e alla produzione culturale italiana.

L’incontro al Cava Book Festival ha restituito al pubblico proprio la complessità di questo percorso. Le domande di Antonio D’Addio hanno permesso di andare oltre la trama e di entrare nel processo creativo di Attanasio, nei cinque anni trascorsi a costruire il romanzo e nelle questioni che continuano a vivere oltre la pagina.

Cava de’ Tirreni rappresenta una delle tappe del tour che sta portando Anatomia del quotidiano in giro per l’Italia tra festival, librerie e incontri con i lettori. Dopo cinque anni trascorsi nella dimensione privata della scrittura, il romanzo è entrato nella sua vita pubblica. E per un libro che interroga continuamente il rapporto tra ciò che siamo e il modo in cui veniamo raccontati, il confronto con i lettori diventa quasi una nuova parte della storia.

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Anatomia del quotidiano

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Nel 2064, la ricercatrice Selene di Meglio accetta di scrivere un saggio sulla vita e sull’opera del suo maestro Amos Adler – filosofo celebre, accademico carismatico, intellettuale di enorme influenza – e si trova davanti...
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