Michele Fioravantis è un nome dietro il quale qualcuno ha scelto di scomparire.
Di lui non esistono fotografie, date da ricordare o luoghi da indicare su una mappa. Esiste una voce che conosce le stanze del potere, ne osserva i rituali, le regole non scritte, le fedeltà e le improvvise solitudini.
Scrive di uomini chiamati a scegliere, di ambizioni che cambiano forma, di coscienze messe alla prova e di quel confine sottile oltre il quale un compromesso può diventare qualcos’altro.
Il sorteggiato nasce da questo sguardo e da una domanda che attraversa l’intero romanzo: cosa accade a un uomo quando viene condotto esattamente dove non aveva mai desiderato arrivare?
Chi sia davvero Michele Fioravantis non è dato sapere.
Forse è soltanto uno pseudonimo.
O forse è il modo migliore per raccontare certe storie senza dover spiegare da dove vengono.