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Peppe Lanzetta

Peppe Lanzetta (1956), napoletano di Piscinola, è scrittore, drammaturgo e attore tra le voci più intense della scena culturale contemporanea. Esordisce come cabarettista alla fine degli anni Settanta e porta in teatro testi dedicati soprattutto alla condizione giovanile nelle periferie metropolitane, rappresentati con successo in numerose città italiane. Come paroliere ha collaborato con importanti musicisti della scena nazionale, tra cui Franco Battiato, Edoardo Bennato, Tullio De Piscopo, James Senese, Enzo Avitabile, Maria Nazionale e Franco Ricciardi. In televisione è stato presenza ricorrente al Maurizio Costanzo Show e nel programma Samarcanda di Michele Santoro, mentre al cinema ha lavorato con registi come Salvatore Piscicelli, Giuseppe Tornatore, Liliana Cavani, Luciano De Crescenzo, Mario Martone, Pasquale Scimeca e Paolo Sorrentino. Tra le sue opere narrative figurano Figli di un Bronx minore, Un Messico napoletano, Una vita postdatata, Tropico di Napoli, Ridateci i sogni. Ballate, Giugno Picasso (Premio Domenico Rea) e Incendiami la vita. Nel 2024 è tra i protagonisti del film Parthenope di Paolo Sorrentino, presentato in anteprima al Festival di Cannes, confermando il suo ruolo centrale nel racconto artistico e sociale di Napoli tra letteratura, teatro e cinema.

Il libro

Era l'America

15,00 

Era l’America raccoglie undici racconti inediti di Peppe Lanzetta che restituiscono il volto perduto di un immaginario generazionale fatto di grandi scrittori, star hollywoodiane, musica e sogni senza compromessi.
È un’America che non esiste più, osservata con uno stile crudo, diretto e provocatorio che richiama il realismo essenziale di Hemingway, Bukowski e del minimalismo americano.

Lontano dal politically correct e da ogni visione conciliatoria della realtà, Lanzetta costruisce una narrazione radicale delle relazioni umane, dove non esistono sconti, omissioni o mezze verità.
Il presente appare amaro e solitario, reso ancora più doloroso dal confronto con un passato mitico a cui l’autore resta aggrappato con la forza dei ricordi e di una vita vissuta sempre al limite.

In Era l’America, la voce di Peppe Lanzetta diventa quella di un’intera generazione che attraversa un mondo distante da ciò che aveva immaginato, trasformando la nostalgia in letteratura viva e necessaria.
Un libro intenso sulla memoria, sul disincanto e sulla fine dei sogni collettivi.

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