L’importanza del libro tascabile: una scelta editoriale per il futuro
Estate in un villaggio internazionale: da dove nasce l’idea del libro tascabile
In una calda estate trascorsa in un villaggio internazionale a Roma, durante una vacanza che avrebbe dovuto significare soltanto riposo e giornate di sole, è nata un’idea editoriale che oggi diventa una vera e propria scelta strategica per il futuro: puntare tutto sul libro tascabile. L’editore, insieme alla sua famiglia, ha osservato una scena che si è ripetuta giorno dopo giorno sotto gli ombrelloni: lettori provenienti dalla Francia, dalla Romania, dalla Germania e dalla Spagna immersi in volumi corposi, anche di oltre 400 pagine, che accompagnavano grandi e bambini in quel tempo sospeso delle ferie.

Non era un dettaglio casuale: mentre i turisti stranieri si lasciavano trasportare dal piacere della lettura, gli italiani si riconoscevano a colpo d’occhio, spesso con lo smartphone in mano, intenti a girare video su TikTok, a scorrere feed infiniti su Facebook, con la testa coperta dal sole e gli occhi lontani dai libri.
Da quella curiosità iniziale, quasi un gioco di osservazione antropologica, è nato un vero studio di mercato fatto di ricerca quotidiana: ogni giorno si confrontavano titoli, cataloghi, case editrici, formati, stili e copertine, per capire cosa distinguesse quei lettori e cosa mancasse invece al pubblico italiano.
E la domanda è sorta spontanea: siamo davvero, come raccontano i dati ISTAT sulla lettura, il paese che non legge? È vero che la cultura in Italia sta lentamente scomparendo o, peggio ancora, si sta trasformando in consumo superficiale e rapido di contenuti digitali?
La risposta, forse, sta nella capacità di offrire un’alternativa accessibile, immediata e coinvolgente: ecco perché la nostra casa editrice, pur piccola, ha deciso che la stagione editoriale 2025-2026 sarà tutta orientata sul tascabile, sull’instant book e su opere che trattino di tematiche sociali, culturali e di unione.
Non si tratta soltanto di un progetto editoriale, ma di un atto di resistenza culturale e di fiducia nel lettore italiano, nella sua capacità di ritrovare il piacere della lettura se gli si offre il formato giusto, il prezzo giusto e il contenuto giusto. Perché il libro tascabile non è soltanto un oggetto comodo e leggero da portare in borsa o nello zaino, ma è un ponte tra mondi, uno strumento democratico che ha segnato la storia della cultura europea.
È un formato che permette di leggere in treno, in metro, in spiaggia, ovunque, senza l’ingombro dei tomi pesanti o dei costi proibitivi delle edizioni di lusso. Non è un caso se, osservando i lettori stranieri in vacanza, colpiva il fatto che non solo gli adulti ma anche i bambini si avvicinavano a romanzi o saghe di centinaia di pagine, senza paura e senza la percezione di un peso insormontabile.
Il segreto sta nella normalizzazione del libro come compagno quotidiano, non come eccezione. L’Italia, al contrario, ha visto negli ultimi anni un calo progressivo di lettori abituali, e la conseguenza è stata una crescente distanza tra editoria e pubblico.
Se la sfida è riaccendere la scintilla, allora il libro tascabile è la chiave: economico, veloce da produrre, vicino alle nuove esigenze di un lettore che non ha più tempo di aspettare mesi per un titolo di attualità. Ecco l’importanza dell’instant book: dare risposta immediata a un tema sociale, politico o culturale, offrendo riflessione e approfondimento prima che venga dimenticato nel vortice delle notizie.
Una piccola casa editrice può davvero fare la differenza, se si assume il rischio di osare, di proporre contenuti freschi, di scommettere su autori nuovi e voci indipendenti, sapendo che non saranno le dimensioni del catalogo a decretare il successo, ma la capacità di intercettare il bisogno autentico di lettura.
Chi dice che gli italiani non leggono forse dimentica che il problema non è il desiderio, ma l’accessibilità: i libri costano troppo, le edizioni sono spesso pensate solo per chi ha già l’abitudine consolidata di leggere, mentre la sfida oggi è creare curiosità, avvicinare nuovi lettori, rendere la lettura parte della vita quotidiana.
Ecco perché il nostro progetto di puntare sul tascabile non è soltanto una strategia commerciale, ma un invito: portare di nuovo il libro tra le mani di chi si è dimenticato quanto sia bello aprirne uno, lasciarsi sorprendere da una storia, ritrovarsi tra le righe. Perché, alla fine, se mai qualcuno ci prova con convinzione, allora qualcuno ci riuscirà: e noi siamo pronti a essere parte di questa scommessa.
Scritto da :
armando de nigris
Data :
Settembre 5, 2025
