Rileggere i classici a 50 anni cambia il rapporto con i libri affrontati sui banchi di scuola. Laura Avalle racconta su Mondosanità il percorso di Nicola Santini in Un po’ d’istruzione un po’ di distruzione. Trentuno classici riveduti e scorretti, pubblicato da De Nigris Editore. L’autore riprende 31 opere incontrate da ragazzo e le osserva senza il timore reverenziale imposto dalle interpretazioni scolastiche. Quel ritorno alle pagine diventa anche un confronto con annotazioni, ricordi e giudizi maturati nel tempo. Rileggere i classici a 50 anni, secondo il taglio dell’articolo, coinvolge memoria, nuove esperienze e capacità di attribuire significati diversi alle stesse storie. Mondosanità richiama inoltre le ricerche secondo cui mantenere l’abitudine alla lettura con l’avanzare dell’età può essere positivo per il cervello. Leggi l’articolo su Mondosanità.

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