Dove ancora canta Murolo

Nella casa del Maestro, a via Cimarosa, riposano dischi a 78 giri che ancora gracchiano la memoria di un tempo. Appese alle pareti, foto in bianco e nero, spartiti ingialliti, locandine di teatri scomparsi. È un piccolo tempio laico, dove le note non hanno mai smesso di abitare.

Tutto questo oggi rivive tra le pagine di Roberto Murolo – Qui fu Napoli, scritto da Giovanni Paonessa, edito da Armando De Nigris Editore, con la prefazione di Maurizio de Giovanni e i contributi speciali di Renzo Arbore ed Enzo Gragnaniello.

La prima presentazione ufficiale si è tenuta in uno dei luoghi più simbolici della cultura partenopea: la Libreria Feltrinelli di Piazza dei Martiri a Napoli.

Dove ancora canta Murolo

Al centro, la figura di Murolo, supremo interprete della canzone napoletana, narrata attraverso una trama di ricordi e testimonianze. Una serata speciale, introdotta da Mario Coppeto, presidente della Fondazione Murolo, che ha fatto da cornice a un viaggio emozionante nel cuore di una Napoli che non vuole e non deve essere dimenticata.

La musicologa, Maria Rossetti, leggendo alcune pagine del libro, ha ricordato la sua esperienza nella casa del maestro, sottolineando l’approccio filologico di Murolo nel riscoprire la musica napoletana. Un lavoro di scavo che ha rivelato sorprendenti affinità tra la tradizione operistica e quella popolare. È grazie a lui se oggi conosciamo le radici più profonde della canzone partenopea, dalle villanelle del 1200 al canto delle lavandaie del Vomero.

Mario Maglione, uno dei pochi artisti che hanno potuto frequentare Murolo da vicino, ha reso omaggio eseguendo dal vivo alcuni classici, Scriveme, Sarrà chi e Reginella, accompagnandosi con la chitarra.

Emozionato, Maglione ha raccontato di come Murolo fosse diventato per lui un padre artistico, un punto di riferimento unico: “Murolo ha cantato la letteratura della musica napoletana”.

Il libro di Paonessa non è una semplice biografia. È un collage prezioso di documenti, spartiti, articoli, testimonianze raccolti negli anni, arricchito da QR code che aprono contenuti inediti: un viaggio intimo, un dialogo sospeso tra passato e presente, in quelle stanze di via Cimarosa dove Murolo vive ancora, tra le note della sua chitarra.

L’autore lo definisce “un’operazione di trascrizione”. Un lavoro delicato di montaggio narrativo che fa rivivere un uomo schivo e raffinato, capace di attraversare decenni senza mai tradire le sue radici.

Il titolo Qui fu Napoli non è solo un omaggio a Murolo. È un monito, un atto d’amore: ricordare che quella Napoli, fatta di poesia, musica, racconti e umanità, esiste ancora, anche se spesso soffocata dal rumore e dalla retorica.

L’editore Armando De Nigris lo ha detto chiaro: “Con il cuore e l’animo napoletano, la nostra casa editrice sta cercando di portare la Napoli bella in tutta Italia. E così sarà: dal salotto letterario di Ceccano ai martedì letterari di Sanremo, dal Campania Libri Festival fino alla Buchmesse di Francoforte. Un canto che si fa strada, leggero e potente.

“Mi chiamo Roberto Murolo”, scrive Paonessa facendolo parlare in prima persona, “sono nato a Napoli, il 19 gennaio 1912… Quasi tutto è avvenuto tra le mura dell’appartamento di via Cimarosa al Vomero, dal quale forse non me ne sono mai andato del tutto. Sarrà… chi sa!”.

E forse è vero. Murolo non se n’è mai andato davvero. Abita le nostre notti, le nostre nostalgie. E questo libro è la chiave di quella porta rimasta socchiusa, per entrare in punta di piedi in un mondo che non smette di cantare.

Perché “’O cielo bello ’e Napule” è fatto, ancora oggi, per cantare mille canzoni. E Murolo, con la sua voce gentile, continuerà a insegnarci come farlo.

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Roberto Murolo – Qui fu Napoli Isbn 9791281105331

“Mi chiamo Roberto Murolo, sono nato a Napoli, il 19 gennaio 1912, da Ernesto e Lia Cavalli. Sesto di sette figli, sin da bambino mi sono nutrito con le poesie e le canzoni che, nel salotto di casa, mio padre componeva con Libero Bovio, Salvatore di Giacomo, Raffaele Viviani, Ferdinando Russo, Ernesto Tagliaferri. Li ascoltavo incantato ma, quando ho deciso di mettermi a suonare e cantare, ho fondato i Mida Quartet, un gruppo jazz con cui ho girato l’Europa…

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